#iorestoacasa

LA PESTE

“[…]e fatta lor piccola brigata, da ogni altra separati viveano, in quelle case ricogliendosi e racchiudendosi, dove niuno infermo fosse e da viver meglio, dilicatissimi cibi e ottimi vini temperatissimamente usando e ogni lussuria fuggendo, senza lasciarsi parlare a alcuno o volere di fuori, di morte o d’infermi, alcuna novella sentire […]”

“Decameron”— Giovanni Boccaccio

Abbiamo tutti un po’ più tempo, o meglio, il tempo è sempre lo stesso, ma sembra scorrere inevitabilmente più lento, anche nei piccoli paesi di montagna come il nostro.

La nostra quotidianità è cambiata, ma ritengo inutile soffermarsi e piangersi addosso sulle “libertà” che ci sono state tolte, sulla paura di un male che non si vede, latente e silenzioso per tanti, troppi giorni. Dovremmo tutti imparare dai più piccoli, capaci di adattarsi senza lamentele a giorni sempre uguali e al contempo sempre diversi, capaci di afferrare la felicità anche quando questa sembra sfuggire via.

Sarà il mio carattere sempre positivo ed ottimista, ma è un po’ di giorni che sto facendo alcune riflessioni su ciò che di bello sta uscendo da questo periodo, pertanto vi riporto, sebbene non in ordine di importanza, un piccolo elenco.

1] Smart working. Sembra ieri che il modem analogico di casa faceva tutti quei suoni strani per collegarsi al magico mondo della “rete”. Eppure eccoci qua, tutti a cercare di attrezzarci al meglio per lo “smart working” che, udite udite, in molti casi funziona davvero (non ci credevo neanche io!). Questa è una grande opportunità: la digitalizzazione del lavoro ci permette in molti casi di essere operativi anche da casa, anche quando la sede del lavoro è distante, anche quando siamo allettati per una gamba rotta o per una gravidanza a rischio o, semplicemente, abbiamo la necessità di non spostarci. E questo non necessariamente perché si deve produrre, produrre e produrre, ma perché questo ci rende liberi, ci regala una “possibilità”, un’alternativa e poi perchè, diciamocelo, dopo un po’ a non fare niente ci si annoia, anche noi Italiani. Unico appunto: la digitalizzazione deve essere possibile ed accessibile a TUTTI, in tutti i paesi, in tutte le frazioni, solo in questo modo si avrà una “uguaglianza digitale”

2]Solidarietà. Questo lo avrete constatato tutti, nelle chiamate delle persone, nelle video-chiamate lavorative, nell’espressione degli occhi dietro la mascherina delle persone che si incrociano da lontano mentre si fa la spese: “siamo tutti sulla stessa barca”. La globalizzazione ha mostrato i suoi difetti e i suoi pregi. Nessuno è troppo lontano, tutti siamo vicini nelle paure…e tutti insieme possiamo farci coraggio. Solamente TUTTI UNITI possiamo “proteggerci”.

3]Casa. Molto spesso la nostra casa diventa un dormitorio: alla mattina apriamo gli occhi, colazione di corsa e poi via al lavoro, si rientra la sera, cena veloce e “buonanotte”. Viviamocela, rivalutiamola, la casa un tempo era il “focolare domestico”, il fulcro della famiglia, riappropriamocene. Riscopriamo gli oggetti che avevamo nascosto, ricreiamo l’intimità che avevamo perso.

4]Famiglia. Assaporiamo ogni momento che questa costrizione ci impone, abbiamo l’opportunità di passare più tempo con i nostri figli, guardiamoli crescere, concentriamoci su di loro, e loro ricambieranno con sguardi e abbracci che forse non avremmo mai avuto. Prendiamo la mano a nostro marito, guardiamo un film insieme mentre i figli dormono, facciamo l’amore. Facciamo sentire ai nostri cari cari che li pensiamo, ai nonni, ai bisnonni, agli zii, chiamiamoli, sono soli così come siamo soli noi, basta poco per farli sentire amati.

5]Tempo. Adesso non abbiamo più scuse, abbiamo tempo. Leggiamo un libro, rappezziamo quel buco nella calza, facciamo le pulizie di primavera, giochiamo a tombola in famiglia. Rallentiamo i ritmi della nostra frenetica vita.

6]#iorestoacasa. Rispettiamole tutti, le regole. Possiamo aspettare per l’aperitivo, per i gossip, per la palestra, per gli spostamenti nelle seconde case, per le vacanze. Usciamo solamente se è davvero indispensabile.

Lo dobbiamo a tutti, ma in primis lo dobbiamo a noi stessi. Lontani oggi, più vicini domani.

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